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I Giardini della biodiversità

Per conservare il germoplasma dei grandi patriarchi forestali e da frutto l’associazione Patriarchi della Natura ha realizzato una rete di vere e proprie banche genetiche in cui si trovano i gemelli degli alberi più antichi e a rischio di estinzione. Questi giardini hanno anche l’obiettivo di divulgare e far conoscere questa biodiversità per poterla salvare. Inoltre la rete ha anche l’importante funzione di permettere lo studio dei cambiamenti climatici attraverso l’analisi delle fasi fenologiche, dall’apertura delle gemme fino alla fine del ciclo vegetativo. Ne ricordiamo alcuni:

il Giardino dei patriarchi lombardi a Milano, il Frutteto della biodiversità a Fico di Bologna, il giardino dei patriarchi d’Italia a Roma sull’Appia antica, il giardino degli olivi secolari del Parco storico agricolo dell’olivo di Venafro. In Emilia Romagna l’associazione ha collaborato a realizzare la rete dei frutteti della biodiversità I nodi di questa rete sono: il Frutteto del Palazzino nel Parco Villa Ghigi di Bologna, la Cattedrale delle Foglie e delle Piante Contadine di Cesenatico, il Giardino del Frutti per non dimenticare di Gattatico (RE), presso il Museo Cervi, il Frutteto degli Estensi di Ferrara, il Sentiero dei Frutti Perduti di Alfero, nel comune di Verghereto (FC), dove sono conservati i frutti antichi di alta quota, i Frutti delle Mura presso la sede Arpae di Piacenza, l’Orto dei frutti dimenticati del Parco Teodorico di Ravenna

Inoltre l’associazione Patriarchi della Natura dispone di una nursery nella quale vengono conservate le piccole piante gemelle e figlie degli alberi monumentali italiani, alcuni dei quali già scomparsi, ma grazie alla nursery il loro dna per fortuna è salvato per il nostro futuro.