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Emergenza terra

L’ambiente oggi è sotto assedio da parte dell’uomo, la nostra casa comune brucia e noi non stiamo facendo nulla per spegnere l’incendio. I cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e le temperature medie del continente salgono; dovremmo ridurre le emissioni di anidride carbonica che invece aumentano. Il circolo polare artico si scalda per l’effetto serra, incendi devastano le steppe della Siberia, Canada, Alaska, ma anche dell’Amazzonia, il grande polmone verde della Terra. Dovremmo tutti adottare uno stile di vita e alimentare più sostenibile, ridurre il consumo di energie fossili, ridurre gli sprechi, evitare la perdita di biodiversità, ma stiamo facendo troppo poco. Eppure avremmo un grande alleato: l’albero, l’unica forma di vita che sa trasformare sostanza inorganica in organica, sfruttando l’energia pulita del sole. I patriarchi arborei lo fanno da secoli e millenni, offrendoci beni e servigi come ossigeno, umidità, aria pulita, cibo, ma anche stabilità del terreno, bellezza del paesaggio ecc. Teniamo presente che se un albero è datato circa 300 anni, significa che per tre secoli esso ha imprigionato l’anidride carbonica nel suo legno, senza favorire l’effetto serra. E questo processo continua da 500 milioni di anni, quando le prime alghe di acqua dolce hanno iniziato a colonizzare la terraferma.

Salvare i patriarchi arborei dall’estinzione, riprodurli e piantarne i figli è la migliore risposta per aiutare il nostro pianeta. Perdere i grandi alberi sarebbe in pratica come voler costruire case o condomini senza le fondamenta, è ovvio che la casa non regge e alla prima burrasca crollerà.