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Chi sono i Patriarchi? Criteri di selezione.


Gli elementi cui noi attribuiamo un "valore" sono diversi: senza dubbio quelli più evidenti riguardano le dimensioni eccezionali e l'età plurisecolare. Anche solo prendendo in esame il primo di questi due elementi ci sono delle ulteriori precisazioni da fare. Per la dimensione vengono valutate l'altezza e l'ampiezza della chioma ma soprattutto il tronco, la cui circonferenza viene misurata convenzionalmente "a petto d'uomo" e cioè a circa 130 cm. dal piano di campagna. Questa misura è però assai relativa e dipende molto dalla specie vegetale considerata.
Gelso di Massa Una quercia (esempio una roverella) il cui tronco raggiunge i 4 metri di circonferenza è già un discreto "patriarca", tale misura sarà però quasi banale se si considera un pioppo bianco, un cedro o un castagno, in questi casi infatti, la palma di gigante si conquista dai 5 o 6 metri in su.
Per contro se prendiamo in esame altre specie, che per loro caratteristica biologica hanno un portamento assai più ridotto, e che pertanto non raggiungono mai dimensioni eccezionali, la citata misura di 4 metri è un limite inavvicinabile.
Alberi di questo tipo, specialmente se si tratta di piante che si presentano abitualmente in forma di arbusto, allorchè raggiungono dimensioni ed età insolite per la specie, dal nostro punto di vista sono dei veri patriarchi. Nell'esame di questi casi si tiene conto quindi di misure più modeste. Nelle piante da frutto, quali ad esempio ciliegi, mandorli, aranci, peri, sorbi, così come per molti arbusti o alberelli (vedi il ginepro, il maggiociondolo, il biancospino, il corniolo, il corbezzolo etc.) può considerarsi già eccezionale un tronco la cui circonferenza si avvicina ai due metri.
Ginepro Sa Ruxi Eccezionalmente possono entrare nell'elenco dei patriarchi vegetali anche piante erbacee perenni (come la fitolacca), arbusti rampicanti (vite, glicine) e piante succulente (cactus, euforbie etc.): si tratta di esemplari insoliti, che hanno raggiunto un età anche superiore al secolo e uno sviluppo inconsueto per la specie.
Altri elementi che si aggiungono a queste valutazioni riguardano la rarità e l'ambiente in cui le piante si trovano. Certe specie, come gli olmi, una volta assai frequenti sul nostro territorio, oggi si sono assai più rarefatte a causa di malattie che ne hanno decimato la consistenza, portando alla morte sopratutto gli esemplari più vecchi e grandi.
Oggi un olmo secolare è già una rarità, anche se non ha ancora un aspetto monumentale. Poi l'ambiente: nelle zone maggiormente urbanizzate o dedicate all'agricoltura intensiva i grandi alberi sono assai rari, la citata roverella di 4 mt. di circonferenza del fusto ha un valore assai più elevato se vegeta in zone povere di grandi alberi, come le aree di pianura ad alta densità abitativa, dove costruzioni, fabbriche o aziende agricole specializzate hanno profondamente modificato l'aspetto dell'ambiente naturale originario. Mentre nei boschi di montagna, dove l'ambiente conserva maggior naturalità, è assai più facile trovare esemplari di tali dimensioni.
Misurazione del Re Leone Altri fattori che entrano in gioco nella valutazione dei patriarchi sono gli aspetti legati alla storia, alla tradizione locale e alla relazione con beni architettonici ed artistici. Piante che in qualche maniera entrano a far parte della cultura locale o che possono considerarsi testimoni di eventi storici anche di un passato assai remoto. Così molti alberi dedicati a San Francesco che talvolta la tradizione vuol far risalire a qualche episodio di vita del Santo, altre piante comunque legate al culto, presso luoghi sacri, monasteri, eremi, antiche chiese.
Alberi decantati da poeti o scrittori, come i cipressi del Carducci o i pioppi del Pascoli, altri ancora che entrano come protagonisti di eventi importanti o significativi nella vita di personaggi o comunità locali. In tutti questi casi, a consegnare la "patente" di patriarca è la storia o la notorietà che questi alberi portano con sè.
Di pari passo vanno anche gli alberi che le varie amministrazioni regionali, provinciali o locali hanno ritenuto significativi nell'ambito di censimenti e/o provvedimenti di tutela, valorizzazione e salvaguardia. Se qualche istituzione pubblica o privata, o anche qualche altro "cercatore di alberi", prima o dopo di noi, ha ritenuto meritevoli di considerazione determinati esemplari arborei perchè doverli escludere dalla nostra "raccolta" di patriarchi?