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LA TUTELA DEGLI ALBERI MONUMENTALI IN ITALIA

In Italia, i primi provvedimenti di tutela degli alberi monumentali si possono fare risalire alla Legge n. 1497 del 29 giugno 1939 sulla "Protezione delle bellezze naturali" che, negli elenchi previsti all'articolo 2) inserì di fatto fra le cose di "notevole interesse pubblico" alcuni dei più significativi patriarchi vegetali del nostro paese. A partire dagli anni '70 un impulso fondamentale viene dato dal WWF che, nel 1971, lancia l'Operazione Grande Albero, con il supporto del Parco Nazionale d'Abruzzo e dell'allora direttore del parco dott. Franco Tassi.
L'anno successivo, con l'istituzione delle regioni e l'avvio di una prolifica legislazione su base territoriale, iniziano ad essere emanate norme specifiche di tutela o, comunque, leggi di salvaguardia della flora e/o del patrimonio forestale che fanno preciso riferimento ad "alberi monumentali di alto pregio naturalistico e storico, di interesse paesaggistico e culturale"

Dal 2013 il quadro normativo sugli alberi monumentali è radicalmente cambiato in virtù della Legge 14 gennaio 2013, n. 10  “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.”

che detta all’Art. 7

Disposizioni  per  la  tutela  e   la   salvaguardia   degli   alberi   monumentali, dei filari e  delle  alberate  di  particolare  pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”

1. Agli effetti della presente legge e di ogni altra  normativa  in vigore nel territorio della Repubblica, per «albero  monumentale»  si intendono:

    a) l'albero ad alto fusto isolato o facente parte  di  formazioni boschive naturali  o  artificiali  ovunque  ubicate  ovvero  l'albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari  esempi  di maestosità e longevità, per età o  dimensioni,  o  di  particolare pregio naturalistico,  per  rarità  botanica  e  peculiarità  della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o  memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;

    b) i filari e le alberate di  particolare  pregio  paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi  quelli  inseriti  nei centri urbani;

    c) gli alberi ad alto fusto  inseriti  in  particolari  complessi architettonici di importanza storica e culturale,  quali  ad  esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

  2. Entro sei mesi dalla data di entrata in  vigore  della  presente legge, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro per  i  beni  e  le  attività culturali ed il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  28  agosto   1997,   n.   281,   e   successive modificazioni, sono stabiliti i principi e i criteri direttivi per il censimento degli alberi monumentali ad opera  dei  comuni  e  per  la redazione ed il periodico aggiornamento da parte delle regioni e  dei comuni degli elenchi di cui al comma  3,  ed  è  istituito  l'elenco degli alberi monumentali d'Italia alla cui gestione provvede il Corpo Forestale  dello  Stato (oggi Carabinieri Forestali).  Dell'avvenuto  inserimento  di  un   albero nell'elenco è data pubblicità  mediante  l'albo  pretorio,  con  la specificazione della località  nella  quale  esso  sorge,  affinché chiunque vi abbia interesse possa  ricorrere  avverso  l'inserimento.

L'elenco   degli   alberi   monumentali   d'Italia   è    aggiornato periodicamente ed è messo a  disposizione,  tramite  sito  internet, delle amministrazioni pubbliche e della collettività.

  3. Entro un anno dalla data di entrata  in  vigore  della  presente legge, le regioni recepiscono la definizione di albero monumentale di cui al comma 1,  effettuano  la  raccolta  dei  dati  risultanti  dal censimento operato dai comuni e, sulla base degli  elenchi  comunali, redigono gli elenchi regionali e li trasmettono  al  Corpo  forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali). L'inottemperanza o la persistente inerzia delle  regioni comporta, previa diffida ad adempiere entro un  determinato  termine, l'attivazione dei poteri sostitutivi da  parte  del  Ministero  delle politiche agricole alimentari e forestali.

  4. Salvo che il fatto costituisca reato, per  l'abbattimento  o  il danneggiamento  di  alberi  monumentali  si   applica   la   sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma  da  euro  5.000  a  euro 100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della chioma e   dell'apparato   radicale   effettuati   per   casi   motivati   e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione  comunale,  previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato(oggi Carabinieri Forestali).

  5. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata  la  spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2013 e  di  1  milione  di  euro  per l'anno 2014. Al relativo onere si  provvede  mediante  corrispondente riduzione della dotazione del Fondo  per  interventi  strutturali  di politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Il Decreto interministeriale di cui al comma 2 è stato emanato nell’ottobre 2014 (Decreto 23 ottobre 2014 Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento) che ha completato il quadro normativo e definito criteri e parametri per la piena applicazione della legge 10/2013. Tale Decreto contiene infatti tutte le indicazioni tecniche ed operative che i Comuni e le altre Istituzioni delegate devono attuare al fine del censimento degli esemplari arborei monumentali, della realizzazione degli elenchi regionali e della successiva implementazione, aggiornamento e pubblicizzazione di tali elenchi. La legge, pur individuando in maniera precisa gli enti istituzionali deputati all’attuazione delle nuove norme, apre la possibilità  a chiunque cittadino, in forma singola od associata, di segnalare, attraverso una scheda appositamente predisposta (allegata al Decreto), eventuali esemplari di alberi monumentali per i quali si ritiene sussistano i criteri di tutela ed inclusione nei registri regionali. Sulla base di queste segnalazioni i Comuni dovrebbero provvedere a verificare la corrispondenza delle piante così segnalate ai criteri “di monumentalità” indicati dalla legge (anche tramite perizie tecniche dei Carabinieri Forestali).

La Legge 10/2013 può pertanto essere considerata una normativa “quadro” a livello nazionale che, sostanzialmente, riporta alle competenze dello Stato la definizione di “albero monumentale”, sottraendole alle regioni, le quali rimangono comunque delegate alla gestione e al coordinamento dei censimenti e alla realizzazione degli elenchi regionali.

L’aggiornamento delle normative regionali in materia, laddove già vi erano, è ancora in fase attuativa, con velocità diverse da regione a regione e, talvolta, anche con lievi differenze interpretative. Alcune regioni, più sollecite, hanno già pubblicato propri elenchi regionali, tuttavia la completa attuazione della Legge 10/2013 sull’intero territorio nazionale risulta essere in ritardo rispetto alle scadenze indicate nella nuova normativa nazionale. A tal proposito si fa presente che l’elenco di leggi regionali che viene allegato in calce a questa pagina del sito risulta essere non aggiornato sia riguardo agli emendamenti delle singole leggi, sia rispetto a nuove leggi approvate dalle regioni  dopo il 2013.

Altri riferimenti a norme e leggi in materia di Patriarchi :

Regionali


Nazionali